Riscendiamo quindi a “valle” verso Chivay dove passeremo la notte. Chivay e’ un piccolo paese a quota 3700m. Pranzo a buffet nella specie di albergo e poi con i pochi ancora sani ( alcuni nostri compagni han preferito rimanere in camera causa brividi, febbre, mal di stomaco, tachicardia etc etc) ci dirigiamo vero la Plaza des Armas per visitare il centro e il mercato. Da no perdere lo studio odontoiatrico con una pubblicita’ da vero nerd!!





Non molto lontano si trova un sito termale quindi decidiamo di rilassarci in acque calde cercando di ambientarci al nuovo clima.






La sera mangiamo in un locale consigliato dalla guida molto turistico dove si puo’ ascoltare e ballare musiche locali mentre si assaporano deliziose zuppe e carni. Provata anche l’ebrezza del ballo in quota completamente privo di fiato.. Da ricordare!!


Giorno dopo ci dirigiamo vero la Cruz del Condor facendo l’ultimo tratto a piedi costeggiando il Canyon Del Colca. Un canyon spettacolare che vale la pena fotografare. Troviamo infine una mare di turisti pronti a fotografare ed a ricnorere con l’obiettivo alcuni Condor che svolazzano sora le nostre teste. Sembrano comunque dei tacchini piu’ grossi.





Contenti di aver fotografato un bel Condor che si e’ messo in posa giusto per i turisti, risaliamo sul pulmino alla volta di Puno citta’ sul lago Titicaca.



Il tragitto e’ lungo e percorriamo molti chilometri in mezzo a steppe e laghetti a quota 3800m. Scendiamo quindi a 3600m per arrivare a Puno. Un po’ di acquisti la sera e prepariamo lo zaino per passare la notte successiva in un isola sul lago Titicaca ospitati da famiglie locali. Per mangiare seguiamo sempre i consigli della lonely planet leggendo le recensioni su trip advisor e non rimaniamo mai delusi.
La nottata non e’ delle migliori perche’ probabilmente causato da qualche sbalzo di pressione passo la notte seduto sul letto cercando di fermare la “rotazione della stanza” o forse della mia testa...:) Il giorno seguente un bel mate de cosa e tutto si calma..splende il sole e apparentemente non c’e’ vento.
Prendiamo il nostro zaino e lo riempiamo con lo mstretto necessario per sopravvivere una notte su un isola ospitati da locali. I programma infatti prevedeva di raggiungere con la barca un’isola dove passare la notte.
Arrivati al porto saliamo sulla bagnarola e ci dirigiamo verso le prime isole galleggianti abitate e in piena attivita’. Ci viene spiegata la vita sulle isolette e compriamo alcune cose per arredare la casa.




Ripartiamo quindi per dirigersi verso il largo per raggiungere l’isola.
Intanto il vento comincia ad alzarsi e di conseguenza la leggera increspatura si trasforma in piccole onde..... circa un’oretta di navigazione dopo ci ritroviamo con un forte vento e onde di circa 1.5 metri. La barca avanza a stento finche’ si rompe il timone. Come per i nostri fidati toyota un bel fil di ferro e si rattoppa al momento. Nel frattempo eravamo finiti contro dei canneti che ci avevano protetto surante la riparazione. Cerchiamo quindi di riprendere la navigazione m a causa delle onde troppo grandi entra acqua nel vano motore il quale prende fuoco e ci abbandona in mezzo al lago senza timone ( che intanto si era rotto nuovamente) e senza motore. Esperienza da provare una volta nella vita...il vento ci spingeva sempre piu’ al largo e le onde aumentavano...dopo circa due ore di “goduria” in balia di onde e vento riusciamo con la collaborazione di tutti a riparare alla buona il motore e a riprendere il controllo del timone... alla fine riusciamo a raggiungere nuovamente il porto a Puno scoprendo che sarebbe comunque stato inutile chiamare soccorsi in quanto nessuno sarebbe venuto a prenderci perche’ non esiste una capitaneria di porto o una barca di soccorso. 
Purtroppo non ho foto di quei momenti memorabili....
Per rilassarci ci dirigiamo verso il sito sepolcrale di Sillustani. Direi che il tramonto e’ il momento migliore per visitarlo in quanto lo rende un posto molto suggestivo e il panorama e davvero bellissimo.





Notte rilassante e il mattino dopo partiamo per giungere Copacabana. Esperienza assolutamente da provare e’ l’infinita coda al confine per poter passare in Bolivia.









A Copacabana li prenotiamo un pulmino privato per poter raggiungere in serata La Paz.


Nel frattempo con una battello ci dirigiamo verso l’isola del Sol. Posto molto turistico ma basta arrampicarsi sulla sommita’ dell’isola per apprezzare il paesaggio.



Conosciamo il nostro nuovo autista che uscendo da copacabana ci porta vicino casa sua e ci fa conoscere la moglie. Proseguiamo quindi lungo il lago titicaca dove ci gustiamo un tramonto molto suggestivo sul lago ormai calmo e privo di vento (apparentemente)..:)


Ormai si e’ fatta notte tutti quasi dormono ma veniamo svegliati dall’autista che ci dice di scendere dal pulmino che bisogna prendere un battello per attraversare il lago, veniamo quindi buttati su bagnarole in piena notte con onde e vento con altre almeno 50 persone per giungere la riva opposta che si trovava a circa 500m... nessun giubbotto di salvataggio con l’acqua che entrava da tutte le parti e le bachette che navigavano sul pelo dell’acqua per il troppo peso a bordo...500m di ansia prima di giungere sulla riva opposta sani e salvi...Concluderei dicendo che il lago Titicaca ci ha regalato “forti emozioni”.
Tra strade interrotte, uno o due morti lungo la strada e continui lavori giungiamo finalmente a La Paz. Attraversiamo la periferia e giungiamo in cima alla lunghissima discesa che ci portera’ verso il centro della citta’. Di notte e’ davvero mozzafiato vedere la citta’ che si estende per tutti i valloni con un dislivello che puo’ toccare gli 800-900 metri rispetto alla parte piu’ alta. Si vedono solo luci ovunque.
Giungiamo al nostro albergo e ci becchiamo la “camera con vista”. Sembra un albergo piu pulito degli altri e ci si rilassa con una bella doccia. Cerchiamo un posto dove mangiare e pianifichiamo l’itinerario per il giorno seguente.


Sveglia presto al mattino pronti per giungere a quota 5800m esattamente sul Chacaltaya. Seguendo una strada sterrata il povero pulmino Nissan arranca fino a quota 5600m. La strada piena di curve e a strapiombo collega un centro di studi di fisica al resto del mondo. Giunti al rifugio a quota 5600m procediamo a piedi per giungere la cima della montagna. I 200m di dislivello piu’ lunghi e faticosi mai fatti. Un’ora e mezza circa senza fiato e la pressione alle stelle. Direi non indicato a chi soffre di pressione o di mal di montagna. La vista comunque e’ spettacolare. Sembra di essere alla stessa altezza delle nuvole ( ed effettivamente a 6000m puo’ essere ). Vediamo i resti di un ghiacciao quasi scomparso e dopo innumerevoli foto scendiamo a valle per visitare la Valle della Luna a La Paz.






Posto estremamente turistico e poco emozionate. Particolare certo ma sembrava un po’ finto.



Il giorno dopo ci becchiamo una bella nevicata a La Paz e visita al sito di Taiwanaku.



Prendiamo un pulmann notturno per giungere a Tupiza dove avremmo noleggiato 4 4x4 per disperderci per 4 giorni nella Bolivia piu estrema e magnifica.
Dopo una notte sul pulman al freddo e umido giungiamo a Tupiza e con estrema gioia scopro che dei 4 mezzi 3 sono dei Toyota HDJ 80. Che mezzo!! In verità in quelle zone si vedono solo HDJ 80-100-200 e qualche Patrol GR..niente land rogner o jeep per fortuna! D’altronde si sa che dove si cerca l’affidabilita’ Toyota e’ una soluzione obbligata...:)




Descrivere cio’ che abbiamo visto e sentito in quei 5 giorni in Bolivia dispersi tra deserti, lagune colorate, salares canyon e tanto altro e’ indescrivibile. Bisogna assolutamente provare di persona. Vi allego alcune foto.
































            ARTICOLO BY FOGH