E anche quest’anno dopo tante imprese lavorative e una nuova vita da affrontare per gradi mi ritrovo all’aereoporto di Milano per giungere, dopo 16 ore di volo e uno scalo, nella capitale del Peru’, lima.
Dopo un breve scalo a San Paolo atterriamo finalmente a Lima completmente immersa nella nebbia.
Temperatura intorno ai 13 gradi abbastanza umidi. Ad attenderci troviamo un pulmino estremamente comodo che ci accompagnera’ nei prossimi 3 giorni.
Primo briefing con il nostro coordinatore e poi ci dirigiamo verso il centro storico di lima.
Prime foto alla Piazza delle Armi e prima ricerca di un cambio e di qualche cosa da mangiare.




Ci accontentiamo di un panino e finito il primo giro di ambientamento risaliamo sul pulmino col quale raggiungiamo alcune ore dopo l’albergo per la notte lungo la costa in direzione Sud. Il traffico e’ infernale e non esistono regole per la viabilita’.... Si fa quel che si vuole quando si vuole senza tener conto delle altre vetture, camion etc etc.








Giunti in prossimita’ di Paracas ci sistemiamo in “albergo”...Ora della cena e prima birra (e ultima per un bel po’) in peru’. Festeggiamo con birra e un ottimo risotto pronti e carichi per il lungo viaggio che ci attende.


Il giorno seguente dopo una bella colazione sul terrazzo dell’hotel ci dirigiamo al porto per prendere il battelo per le isole Ballestas. Purtroppo il tempo e’ brutto, nebbioso e il mare e’ mosso quindi rimaniamo a terra delusi per un inizio di vacanza non proprio memorabile. Entriamo quindi nella riserva naturale di Paracas dove possiamo assaggiare le prime dune di sabbia ed una costa estremamente selvaggia scavata ed erosa dal vento e dalle onde oceaniche.



Noto con estremo piacere che pur avendo un pulmino di medie dimensioni e la strada sia di sabbia battuta, il conducente procede con estrema disinvoltura e mi godo qualche traverso in alcune discese con curvone in fondo...;)
Il mio sorriso inizia a farsi sempre piu’ godereccio quando giungiamo nell’oasi di Huachachina. Ultima oasi di frontiera prima del deserto... E da qui partono giri “turistici” sulle dune con buggy estremamente fighe! Mi soffermo sulla descrizione.


Praticamente mi ritrovo seduto insieme ad altre 10 persone su sedili Sparco in una gabbia su due ponti Toyota (bj penso) tirati da un 6 cilindri Nissan. Mi guardo attorno e mi sembra di essere in paradiso..sono circondato da buggy con assetti dobinson, raw e chi piu ne ha piu ne metta, con motori V6-V8 benzina e diesel Toyota e Nissan e trasmissioni Toyota e Patrol GR...chiaramente questi peruviani ne sanno...e non potrebbe essere altrimenti.




Partiamo quindi per il nostro giro e godendo come non mai riprendo alcune scene con la mia gopro.
Ad un tratto raggiungiamo la vetta di una duna e per chi vuol provare ci aspetta una bella discesa con la Sand-Board...praticamente uno Snowboard per la sabbia...estremamente divertente sia da impiedi che da sdraiati..consigliato! belli pieni di sabbia ovunque risaliamo sul mezzo e rientriamo alla base dopo circa mezz’oretta di giro...




Salutiamo questo posto per me magnifico e ci dirigiamo verso Nazca.


Avremmo dovto aver il volo sulle linee di Nazca il pomeriggio ma purtroppo i peruviani sono tanto brave persone quanto completamente disorganizzate e senza rispetto per gli orari e gli impegni presi. Ci ritroviamo di fatti a dover combattere per capire quando sarebbe stato il nostro volo. Alla fine capiamo che causa nebbia i voli del mattino non erano partiti e quindi era tutto slittato al pomeriggio e di conseguenza noi saremmo slittati al mattino dopo. Ok nessun problema prendiamo appuntamento con una conpagnia aerea per le 8.30 del mattino dopo e ci dirigiamo verso un cimitero molto particolare.Lungo la strada ci fermiamo in un BelVedere, praticamente una torretta dalla quale si possono vedere alcune linee di nazca. Onestamente parlando la prima impressione non e’ stata cosi entusiasmante. Il disegno era circa una 30 di metri e doveva rappresentare un uccello ma uno effettivamente ci si aspetta disegni molto piu grandi e spettacolari, insomma “fatti dagli alieni”.


Qualcuno decide di non fare il volo il giorno seguente perche’ deluso dalla prima impressione ma comunque a mio avviso vale la pena provare..non si puo’ andare a Nazca e non sirvolare la zon!!..Giungiamo quindi al cimitero di Chauchilla che si trova nel mezzo di una valle deserta ed e’ composto da vari scavi, coperti da tettoie per proteggere da sole vento e pioggia, all’interno dei quali si trovano mummie discretamente mantenute (in alcune si vedono ancora i capelli) in posizione raggomitolata e successivamente mummificate.



Fa molto caldo e nel posto non si trova molto per ripararsi dal sole quindi ritorniamo a Nazca per andare in albergo.
Lungo la strada troviamo un gruppo di bambini molto simpatici ai quali regaliamo qualche penna e scattiamo qualche foto.



Nazca e’ una cittadina molto vivace e piena di posti dove mangiare e bere. Si puo’ optare per ristorante o cibo da strada. Se ricordo bene abbiamo seguito la guida della lonely per il ristorante e non siamo rimasti delusi. Quantita’ di carne esagerata e della buona birra. Dopo cena ci siam infilati in un pub per bere qualche cosa e per conoscerci meglio. Di fatti siamo tute persone estranee l’un l’altra e dopo un giorno cominciamo a entrare in sintonia ridendo e scoprendo cose molto interessanti.



L’albergo e’ molto comodo e pulito, ma non sapevamo che forse sarebbe stato l’ultimo del viaggio in tali condizioni..:)
Puntuali alle 8.30 in aereoporto ma chiaramente c’e’ la nebbia quindi tutti i voli sono rimandati...Aspettiamo ore a far nulla fin quando ci chiamano a piccoli gruppi per farci salire sugli aerei.



Apriamo una piccola parentesi; consiglio vivamente di prendere qualche cosa tipo travelgum prima del volo...:) non e’ miracoloso ma se siete un po’ sofferenti potrebbe salvarvi la vita. Io chiaramente non ho preso nulla non essendo uno che soffre particolarmente i vuoti d’aria e i continui cambi di direzione ma vi assicuro che le ultime figure non le ho viste perche’ pensavo a guardare un punto fisso per non rimettere tutto cio’ che avevo mangiato nei giorni prima...Ebbene si il pilota indica con l’ala la figura piegando l’aereo sul lato e dopo aver compiuto un giro completo attorno la figura piega l’aereo dall’altra parte per far vedere anche chi sta dall’altra parte dell’aereo. Insomma 40 minuti di vuoti, salite e discese e cambi di direzione improvvisi sono devastanti per lo stomaco..garantito! una sofferenza che comunque a mio avviso non vale troppo la pena; alcuni disegni sono infatti molto visibili e molto particolari ma la maggior parte risultano a volte indistinguibili e molto piccoli. Insomma una mezza delusione ma comunque contento di averla fatta.
Vale la pena fermarsi una giornata intera ad Arequipa, interessante il tour all’interno del monastero di Santa Catalina, il museo dove si trova la mummia di Juanita ed ottimi negozi e mercati dove poter fare i primi acquisti delle vacanze a prezzi irrisori.






La piazza e il mercato sono luoghi molto belli e affollatissimi. E ogni tanto si puo’ ammirare qualche bel toyotone!!








Da non perdere la sera il magnifico bar sul terrazzo che sovrasta la Plaza Des Armas. Vestiti a dovere ci siam gustati il primo Mate de coca. Molto amaro ma dicono aiuti molto per l’altitudine e sia molto salutare per stomaco ed intestino. Il giorno seguente ci aspetta il primo passo a 4900m.





Il mattino seguente saliamo sul pulmino pronti e ansiosi di scoprire quali effetti avra’ su di noi il famoso mal di montagna. In poco piu di 3 orette saliamo da 2200m di Arequipa ai 4900m del passo del Patapampa. Prima di giungere al passo ci fermiamo per bere altro mate de coca e mangiare un saporito panino con l’uovo (non molto leggero ed adatto alla quota in effetti).
Eccoci giunti al Patapampa.....la sensazione e’ quella di non avere fiato in corpo ogni movimento e’ rallentato e le gambe sembrano macigni. Sono sensazioni difficili da descrivere perche’ bisogna provarle di persona...Foto di rito si comincia a sentire una certa pulsazione accentuata in testa. Chi solitamente ha la prssione alta non se la passa troppe bene e chi ha appena mangiato sente un po’ di nausea.




            ARTICOLO BY FOGH