Il guado: amato e odiato dai piloti più audaci.

Le case automobilistiche dichiarano in media 50/60cm. di profondità di guado ma con un po' di attenzione si può fare di più.

Prima di guadare un fiume o anche solo un rigagnolo, sconosciuti, bisogna spegnere il motore ed armarsi di pazienza.

Anzitutto occorre trovare il punto giusto per la traversata, con un facile ingresso in acqua ma ma anche con un'agevole rampa di uscita.






Bisogna poi ispezionare il fondo, che deve essere uniforme, senza massi nascosti o buche; è buona norma ispezionare a piedi il fondale, dei bastoni possono essere utilizzati per sondare il fondo e verificare la presenza di massi nascosti o buche, piantati in corrispondenza di questi verranno individuati a colpo d'occhio quando ci si metterà alla guida.


La difficoltà è proprio nel valutare il fondale attraverso l'acqua.

E' necessario fare attenzione alla melma così come alla ghiaia, che spesso non reggono il peso del fuoristrada.

Il guado deve essere affrontato in diagonale nel senso della corrente; seguendo il corso si evita lo scarrocciamento provocato dalla spinta della corrente, inoltre ci si muove più sicuri e non si crea il muro d'onda davanti al cofano.




Anche quando l'acqua arrivasse ai finestrini, bisogna mantenersi calmi e non farsi prendere dall'ansia di uscire subito dal guado.

Nel guado si entra in prima ridotta, alla velocità minima possibile ma con il motore bene in coppia per vincere la resistenza del muro d'acqua.

Si entra molto piano per dare modo al fuoristrada di appoggiare le ruote sul fondo per avere quindi una presa sicura e di non essere trascinato dalla corrente.

Entrando troppo velocemente in acqua si ha un iniziale momento di galleggiamento e si potrebbe essere trasportati dalla corrente fuori dalla traiettoria ideale, magari dentro ad una buca o contro un masso.

Sempre in prima ridotta si avanza e altrettanto lentamente si risale l'argine opposto.




Usciti da un guado molto impegnativo è buona regola fermarsi, spegnere il motore e verificare che non sia entrata acqua nel filtro dell'aria.

In presenza di umidità si asciuga il filtro e la relativa scatola; in caso estremo si aspetta che il filtro asciughi oppure si riparte chiudendo la scatola senza inserire il filtro.

Alla fine di un guado si ricordi di verificare l'efficacia dei freni, specialmente se a tamburo.


IL GUADO ED IL VEICOLO

Ogni fuoristrada ha tra le caratteristiche indicate dal costruttore il limite di guado.

Questo limite normalmente è di tutta sicurezza, quindi molto al di sotto del limite reale.

Ognuno è in grado in modo semplicemente ispettivo di valutare quale sia il limite a rischio.

I parametri di valutazione variano a seconda che sia una vettura diesel o benzina.

PROPULSORE A BENZINA

I limiti di guado sono dati dal posizionamento di    questi elementi:

Ingresso dell'aspirazione

Bobina

Distributore (spinterogeno)

PROPULSORE DIESEL

Ingresso del'aspirazione

Ovviamente è importante lo stato dei cavi bobina - spinterogeno - candele e delle relative pipette, sfiati differenziali, tappo serbatoio carburante e astina livello olio.

In commercio esistono efficaci spray impermeabilizzanti ed idrofughi.

IL GUADO E LA VENTOLA DI RAFFREDDAMENTO

La ventola di raffreddamento, inevitabilmente verrà a contatto con l'acqua nel momento dell'immersione.

Possiamo considerare almeno quattro diversi sistemi di funzionamento della ventola:

1° Trazione continua: la ventola gira solidalmente con l'albero motore, direttamente o tramite una cinghia.

2° Innesto elettromagnetico:la ventola ruota solidale con l'albero motore solo quando la temperatura del liquido di raffreddamento supera un certo limite; un bulbo termoelettrico ne legge la temperatura e chiude e apre il circuito elettrico, azionando un elettromagnete che rende solidale la ventola.

3° Elettrico: la (o le) ventola/e è dotata di un proprio motore elettrico che viene attivato da un bulbo termoelettrico.

Il vantaggio è che il radiatore (e la ventola) possono essere posizionati in posti diversi dal vano motore.

4° Giunto viscoso: anche in questo caso la ventola è azionata da una cinghia ma tramite un giunto viscoso che ne fa incrementare la velocità con l'aumento della temperatura.

Consideriamo ora cosa avviene con i vari sistemi quando si entra in acqua.

Con il 1° sistema, al contatto con l'acqua la ventola viene frenata ed assorbe potenza al motore tanto più quanto più profondamente verrà immersa; inoltre la ventola creerà una colonna d'acqua che manderà acqua in tutto il vano motore.

Si potrebbe scollegare la ventola togliendo la cinghia ma ........ conviene? va valutato sul momento.

Con il 2°, 3° e 4° sistema, sarà l'immersione in acqua a raffreddare il motore e scollegare la ventola ma l'effetto non sarà immediato.

E' possibile applicare un interruttore per scollegare il circuito elettrico ma è importante ricordarsi di ricollegarlo subito appena superato il guado.

                                                                                  L'ASPIRAZIONE


Nel condotto che porta aria al motore troviamo il filtro dell'aria (in carta, stoffa, in bagno dolio, ecc.), in alcuni modelli la scatola del filtro ha un piccolo serbatoio per l'acqua sul fondo, entro il suo limite può impedire che quest'acqua entri nei collettori; sul fondo della scatola c'è un tappo che ne permette lo svuotamento; quando però l'acqua avrà raggiunto questo serbatoio, avrà anche inzuppato il filtro che andrà asciugato o ancor meglio sostituito.
Si può anche applicare uno snorkel, che è un prolungamento della presa d'aria e serve ad innalzare il punto di aspirazione.
Allo snorkel si possono anche applicare accessori per impedire la penetrazione di sabbia e polvere.

LO SCARICO

Lo scappamento non necessita di modifiche, in quanto la pressione dei gas di scarico è sufficiente a vincere la pressione idrostatica.

Finchè il motore rimane acceso acqua non entra.

In caso il motore si spenga, a condizione di mantenersi al livello di immersione consentito l'acqua non arriverà al livello delle valvole di scarico.

ARTICOLO BY  MISSILE