Mediatore tra il veicolo ed il suolo, lo pneumatico è l'elemento che permette di trasmettere la potenza a terrra.

Lo pneumatico assume poi un'importanza particolare nella marcia in fuoristrada, infatti senza idonee coperture, alcuni passaggi non possono essere superati, qualunque sia la tecnologia meccanica applicata.
Non esiste uno pneumatico che possa andar bene per tutti i terreni e anche se vi sono soluzioni plurifunzionali, solo la specializzazione permetterà di ottenere i migliori risultati.
Ogni veicolo deve montare solo pneumatici con la misura indicata sulla Carta di Circolazione, l'inosservanza di questa norma, oltre alla sanzione amministrativa da luogo al ritiro della Carta di Circolazione e l'invio al collaudo.
L'adozione di gomme più grandi, oltre a non essere consentita, non è quasi mai vantaggiosa e si paga in termini di prezzo d'acquisto più elevato, consumi più alti, assorbimento di potenza (minor accelerazione e velocità), maggiori sollecitazioni alla catena cinematica ed alle sospensioni, incremento delle masse non sospese.
Gli pneumatici si suddividono, per struttura, in due categorie: convenzionali o radiali.
Il convenzionale ha una struttura composta da più tele, le une sovrapposte alle altre incrociate.



L'aumento del numero delle tele conferisce maggior robustezza alla gomma ma anche maggior rigidità; il numero delle tele (4 - 6 - 8 ecc.) è indicato sul fianco.

Ha come pregi la robustezza dei fianchi e la direzionalità; come difetti invece lo scarso confort e il non sopportare pressioni di gonfiaggio troppo basse.

L'utilizzo è consigliabile su quei terreni, come le pietraie, dove i fianchi sono particolarmente sollecitati.

Il radiale è costituito da un'unica cintura metallica o tessile a maglia tubolare, sulla quale, nella zona del battistrada, vengono sovrapposte più tele incrociate, che formano il supporto del battistrada stesso.


I pregi sono un buon confort di marcia, un buon adattamento alle asperità ed una maggior impronta a terra; i difetti invece sono una deriva più evidente e una minor robustezza.

E' il tipo più diffuso ed utilizzato, il suo impiego è in pratica universale.

Può essere tube type (necessita di camera d'aria) o tubeless (va installato senza camera d'aria se abbinato ad un cerchione adatto); se montati senza camera d'aria si può ridurre molto la pressione di gonfiaggio ma in questo caso aumenta la deriva e l'esposizione dei fianchi della gomma.

Se installati con camera d'aria sarà buona norma non abbassare troppo la pressione perchè si potrebbe provocare lo strappo della valvola, specialmente sui veicoli con abbondante coppia motrice.

Il battistrada

E' opportuno che ogni fuoristradista sappia riconoscere il disegno di battistrada più adatto al terreno che andrà ad affrontare.
Nel nostro ambiente il fango è frequente ed è uno dei più difficili ostacoli da superare; in poche altre condizioni lo pneumatico ha un ruolo così determinante: con uno pneumatico adatto si avanza, con un altro non idoneo si resta fermi (almeno entro certi limiti).
In questo caso non è fondamentale la struttura (convenzionale o radiale), bensì il tipo di scolpitura, che dev'essere "autopulente".
Per eccellenza in questo campo troviamo il tipo "tractor" il cui uso però non è consentito su strada, ci servirà solo come parametro di riferimento.

Vediamo allora quali caratteristiche deve avere una gomma da fango: battistrada con spallamenti alti e disposti a lisca di pesce, con una prevalenza degli spazi vuoti, rispetto a quelli pieni.






Gli spallamenti permettono di sprofondare e di far presa sul fondo più compatto mentre il fango viene espulso lateralmente.

Un altro terreno particolarmente difficile sarà quello innevato; se l'altezza della neve è pari o superiore alla luce libera a terra sarà quasi impossibile avanzare in aderenza, le ruote gireranno vorticosamente come frese e l'avanzamento sarà centimetro su centimetro con impellente il rischio di spanciare, la gomma più adatta in questo caso sarà quella da fango; se invece l'altezza o la compattezza della neve sono compatibili con l'avanzamento del veicolo, la gomma adatta sarà quella da neve, chiamata comunemente anche "gomma termica"; è un tipo di pneumatico avente caratteristiche particolari che lo rendono adatto all'utilizzo su superfici innevate o ghiacciate garantendo una migliore aderenza a terra rispetto agli altri pneumatici.

Gli pneumatici invernali possiedono diverse caratteristiche che li differenziano da altri tipi di pneumatico, la gomma è più morbida, ricca di silice, che permette di avere una buona aderenza anche a basse temperature.

Al contrario delle altre coperture, questi pneumatici hanno la particolarità di entrare più facilmente e velocemente in temperatura di esercizio e mantenendo una elevata elasticità dei tasselli, permettono un attrito sufficiente alla guida su fondi a bassa temperatura, che comunque dovrà essere sempre particolarmente attenta e battistrada ricco di lamelle, caratterizzato da disegni specifici: l'aderenza su superfici innevate o fangose è ottenuta grazie al particolare disegno dei tasselli, molto più pronunciati del solito e muniti di speciali lamelle, le quali si riempiono di neve e, siccome l'attrito neve-neve è più forte dell'attrito gomma-neve, riescono ad "aggrapparsi" al fondo stradale, inoltre sono muniti di molti e profondi canali tra i vari tasselli, in modo da drenare una elevata quantità d'acqua.

Di notevole importanza per le prestazioni dello pneumatico, oltre l'età dello stesso, è quindi il grado di consumo del battistrada che non dovrebbe scendere al di sotto di 3.5-4,5 millimetri di profondità.

Gli pneumatici da neve concepiti come tali sono riconoscibili da un simbolo che raffigura un fiocco di neve ed una montagna a tre cime (Three Peak Mountain Snow Flake o 3PMSF) o di cristalli di neve. Tali simboli significano che la mescola e la scolpitura della gomma è particolarmente adatta per l'uso su strade innevate o con il fondo stradale freddo.








La marcia su sabbia è un'altra di quelle condizioni dove lo pneumatico gioca un ruolo determinante.

E' necessario che la gomma comprima la sabbia senza scavare, in modo da creare una sorta di binario liscio e compatto, in grado di reggere il peso del veicolo.

Il modello di riferimento è il Michelin Sahara, che nelle prime versioni aveva solo delle scanalature longitudinali che ne favorivano la direzionalità.

Lo pneumatico da sabbia deve essere radiale e tubeless per permettere di abbassare la pressione ed aumentare così l'impronta a terra.



ARTICOLO BY  MISSILE