06/05/2016 - Ciao a tutti. Volevamo comunicarvi che domenica 15 maggio, Annalisa ed io partiamo per un viaggio in Asia centrale, ovviamente con il nostro Toyota. Dopo Russia e Kazakistan entriamo in Tagjikistan e Kirkigistan, saliamo verso nord riattraversando il Kazakistan orientale, rientriamo in Russia e ci dirigiamo verso est fino al lago Bajkal. Ingresso in Mongolia, Ulaan Bataar e poi verso Gobi. 30 giorni circa di steppa, sabbia, villaggi di iurte con la proverbiale ospitalità del popolo mongolo e la loro cultura, poi ancora fiumi e laghi, guadi e natura spettacolare. Usciamo dalla Mongolia direzione Novosibirks, e poi dritti verso ovest per 4000 km fino a Mosca. Lettonia, Lituania, l’enclave Russa di Kalingrad sul mar Baltico e poi in caduta libera verso casa. 3 mesi dove cercheremo di cogliere al meglio ciò che questo viaggio ci offrirà. Ci vediamo ad agosto.



05/06/2016 - Dopo 21 giorni di viaggio, siamo in Tajikistan, posti e popolo bellissimo, abbiamo attraversato parte della russia e non senza problemi il Kazakistan. Pochi giorni in Uzbekistan poiche co eravamo stati 6 anni fa, ed ora i Tajikistan. Vi allego alcune foto di ieri su una zona di laghi a 2000mt. Solissimi sotto un cielo brillante.


06/06/2016 - Siamo a Dushanbe, la capitale del tajikistan. Pensavamo molto peggio invece è una citta molto pulita e molto più europea dei luoghi attravesati fino ad ora. La strada che abbiamo percorso era affiancata da un bellissimo impetuoso fiume, meraviglioso per il rafting. A volte al pari della strada, a volte sotto di qualche decina di metri.Gonfio di acqua e anche quando salendo la strada, diventa sempre piu piccolo, mai perde la sua grinta impetuosa. Arrivati a 2500 mt siamo entrato in un tumnel lungo 5 km, completamemte al buio. Con la luce del sole negli occhi, entrando dentro è stato come chiudere gli occhi. Con gli abbaglianti non riuscivamo a vedere che a pochi metri. Come unico riferimento avevo i die piccoli fari del camion che era antrato prima di noi. Difficile spiegare il momento. Ho pensato solo di raggiungere le piccole luci, tutto intorno nero. Ai lati del tunnel vi erano gli scoli dell acqua, per cui dovevo stare distante dal bordo, ma non troppo poiche i camion che incrociavamo ci passavano molto vicini. Come se non bastasse, ogni tanto con la coda dell occhio si notavano accanto agli scoli laterali, dei profondi pozzetti che si allargavano sulla carreggiata. Se so entra li dentro con una ruota il viaggio eta terminato. Attraversare questo tunnel mi è sembrato come entrare le castello di mario bross per cercare di salvare la principessa. Comunque quando siamo usciti, siamo stati ripagati con lo spettacolo che si mostrava ai nostri occhi.



07/06/2016 Oggi faceva molto caldo. Con Anna decidiamo di fermarsi per farsi una doccia in un posto un po riparato. Ci fermiamo fuori strada in una zona totalmente isolata. Posiziono la macchina in modo che da nessuna parte della strada distante circa 20 mt possono vederci. Inizio a farmi la doccetta con tubo esterno. Dopo 1min. Si ferma una macch. E una persone si dirige verso di noi. Io sono nudo ad insaponarmi anna è nel modulo. L uomo si avvicina e chiede, senza dare importanza a quello che stavo facendo, facendomelo vedere, se volevo comprare un BINOCOLO. No thank you! È la mia risposta secca. Ma è nuovo ancora risponde, e lo estrae dalla scatola. Io mentre mi friziono con la schiuma le parti intime, un po scocciato ripeto: no tank you! Lui ribatte che è molto buono e che funziona benissimo. Io mentre continuo l'abluzione stropicciandomi anche dietro ripeto: no tank you! Allora lui con un tono che sembrava dicesse perche non lo volevo comprare, gli rispondo, allargando le mani: ma vedi cosa sto facendo, ora mi rompi i ............ È preso ed è andato via. Anna dalla finestra ha assistito a tutto e si stava rotolando dal ridere.
Giuro non è una barzelletta
È tutto vero.

09/06/2016 -  Abbiamo fatto piu di 260km seguendo il perimetro del confine avendo sempre alla nostra dx uno splendido turbolento panj il fiume che fa da confine tra tajik e afgha. Seguiremo a ritroso questo fiume per altri 3 giorni.





12/06/2016 Stiamo terminando il percorso piu a sud del viaggio. Uno spettacolo di paesaggio. Oggi iniziamo il percorso verso nord. Tra poco dovrebbe finire, spero, la strada sterrata, agganciando la parte piu impegnativa della M41. Supereremo almeno 2 passi oltre i 4000. Forse 3, dipendedallastrada che decideremo di fare.
Intanto vi faccio la lista delle rotture: marmitta dissaldata dopo i collettori, rottura di 2 attacchi del portapacchi, rottura di bulloni della scaletta per salire sul modulo. Un avventura per effettuare le riparazioni, brave le persone incontrate, un pizzico di fortuna hanno permesso di riparare tutto e continuare.

Saluti a tutti dal tetto del mondo PAMIR


La prima yurta


14/06/2016 Ok ragazzi. Siamo arrivati in kirkig. Abbiamo la nuova sim.
Abbiamo attraversato una delle strade piu spettacolaro del mondo. Peccato che era nuvoloso e pioveva, ma questo non ha impedito di vedere lo spettacolo. Ho avuto un problemino dove unico coglionazzo responsabile sono io. Ho preso, fortunatamente da fermo, un blocco di cemento che mi ha piegato um po la barra dello sterzo. Raddrizzato in maniera empirica dal meccanico del paese, ora è tutto a posto.



Qualche giorno fa in Tagikistan abbiamo viaggiato diversi giorni lungo la strada parallela al fiume Panji che segna il confine dell Afghanistan .

Ed al di la del fiume vediamo snodarsi una stradina polverosa poco più di un sentiero . Ed oltre il fiume gruppi di donne, bambini , uomini afghani svolgono la loro vita . Noi li seguiamo da lontano , ci intriga vedere come sono vestiti , dove vanno cosa stanno facendo . Ci fermiamo a volte e scorgiamo donne al fiume forse stanno attingendo acqua . Come ci vedono scappano emettendo gridoloni , si nascondono dietro massi e grosse pietre.

Se osserviamo meglio si notano casette di fango arroccate su pendici scoscesi in armonia con il territorio. Talvolta ciuchini portano i loro padroni da un abitato ad un altro . Un contadino ci saluta ; vediamo che alza la mano . Siamo abbastanza notati dall altra sponda , il nostro mezzo bianco non passa inosservato. Le montagne innevate in alto ed in prossimità del fiume campicelli, orti di un verde intenso si mescola a tonalità gialle . Separati a volte da muretti fatti da ciottoli di fiume . Prati verdissimi che sembrano campi da golf . Ed il fiume impetuoso separa le due rive. Non ci sono ponti, guadi, passaggi , il fiume fa da frontiera .

Ogni tanto quando le due sponde sono più vicine Ale mi dice : vedi qui potrei passare a nuoto , con due tre bracciate sono di là.

Scorgiamo da lontano gruppi di cavalieri che scendono da alcune colline . Altri ancora seguono sentieri che confluiscono verso una zona del fiume . Altri ancora carichi di merci colorate si fermano vicino ad un precario ponticello . Scendono da cavallo , si salutano , appoggiano le loro mercanzie, altri ripartono. Abbiamo pensato che forse quella zona poteva essere un posto di scambio, un baratto di merci . Chissà o forse è il nostro immaginario che non potendo ricevere altre notizie ci fa galoppare con la fantasia.

15/06/2016

Oggi ci addentiramo nella Val Fergana. Kirkj

25/06/2016 Viaggio prosegue verso sol levante. Ancora due giorno verso est.
Poi troviamo lago baikal.
Col passare delle centinaia di km, il paesaggio sembra tutto uguale. Ma in realta non è così. La taiga russa ti accompagna costantemente, ma gli acquitrini e le paludi che a volte la circondano danno delle immagini splendide. Poi si incontrano cittadine con classiche costruzioni squallide russe, villaggi sgaruppati di case in legno, ma anche paesini deliziosi colorati puliti e ordinati. Strade sfasciate si altermano a specchi di asfalto che ti fanno alzare la media della velocità. E poi campi coltivati e prati incolti,terre mosse da pale meccaniche delle ditte che rifanno le strade a laghetti colorati circondati da alberi fin dentro l'acqua, fino ad arrivare ad una zona inaspettatamente dolcemente collinare come la campagna inglese. Il tutto con la compagnia quasi costante della transiberiana, con convogli di treni che superano gli 80 vagoni carichi di merci e materiali, e che quando incontri i passaggo a livello, devi attendere il passaggio di 3/4/5 convogli prima che riaprino le sbarre. Veramente un bel viaggio.

25/06/2016 Delta del fiume Selenga che si butta nel lago Baykal. Bellissimo. Dovremmo entrare in Mongolia a breve.

27/06/2016 Non riusciamo a trovare un ristorantino che serva questo pesce che , secondo la nostra guida Lonely Planet è delizioso e originario del lago Baikal . La prima sera siamo arrivati troppo tardi le 20, 30 troviamo tutto chiuso . Considerato che avremmo fatto un gran numero di km di costa meridionale del lago , ci siamo detti che l avremmo assaggiato il giorno dopo . L indomani acqua a dirotto , gli unici baracchni che cucinano omul lo servono poi all aperto o quasi. Allora decidiamo di assaggiarlo per cena . Per tutto il pomeriggio percorriamo una parte di costa con caratteriatiche casette basse , ma di ristoranti neanche l ombra. Infine verso sera troviamo un qualcosa che assomiglia ad un ristorantino . Visto da fuori sembra chiuso con porta di ferro a mo' di blindatura . Che facciamo ? Proviamo se e' aperto . E come per magia dopo un grosso sforzo per tirare la maniglia entriamo dentro e troviamo un bell ambientino . Tavolini di legno puliti , frigorifero rifornito di bottiglie e cameriera carina . Le chiediamo se possiamo mangiare omul e lei a gesti asserisce e ci dice di accomodarci a sedere .e noi Vai! È fatta . L omul non ce lo togli più nessuno . Ma una volta a sedere viene il bello . A questo punto la deliziosa cameriera ci fa capire un po' gesticolando che dobbiamo andate a comprare il pesce dalle donnine che lo vendono al di la' della strada dentro a delle tinozze su degli sgabelli di legno. Attraversiamo la strada statale ed andiamo a vedere la merce .
Come ci avviciniamo tutte le donne sfoderano grossi sorrisi e scoprono le loro mercanzie .i pesci che offrivano andavano da poveri omol in una vasca con liquido sanguinolento, a pesci secchi aperti e tenuti larghi da stuzzicadenti , omol affumicati , omol disidratati, fino a omol sotto sale che pareva ghiaccio. Optiamo per quello più mangiabile a vista e fresco sotto sale. Ma non è finita qui.

Torniamo al ristorante pronti per goderci la meritata cenetta . Un po' a gesti un po' con il traduttore chiediamo alla cameriera di cucinare l omul , come daccordo . Lei con il taglio della mano ci fa capire se lo vogliamo a pezzi . Noi affermiamo e ci prepariamo ad attendere la cottura .
Dopo un minuto ci vediamo arrivare il nostro omul su di un piatto tagliato a pezzi e crudo tale e quale lo avevamo portato .
Che dire;
Lo nostre facce sarebbero state da fotografare .

Il cartello dice: prima di entrare nel monastero siete pregati di lasciare fuori questi oggetti.
Siamo al confine russo/mongolo. Nonostante le decine di centinaia di km di strade sfasciate fatte fino ad ora, adesso comincia la parte piu impegnativa.




01/07/2016 Ulaanbaatar. Arrivati nel pomeriggio, il traffico ci ha bloccato fino a sera. Domani annusiamo questa città.

02/07/2016 - Domani o dopodomani inizieremo il giro della Mongolia. Abbiamo due sim di due diversi gestori; una per internet e l'altra per telefonate e sms, probabile che talvolta non avremo segnale. Solo quando saremo nei villaggi.


04/07/2016

Ok. Arrivo a Dalandzadgad. Punto più a sud della Mongolia. Molto caldo ma secco e ventoso. Si sta bene anche perché siamo a circa 1500 m slm. Stanotte dormiamo qui, prossime notizie quando ritroveremo segnale.

Ci siamo fermati fuori dalla cittadina in mezzo al niente come la notte scorsa. Per ora è tutto fin troppo facile. Mi auguro di non dover rimpiangere queste parole.

In mezzo al niente. Doccia nudi, bucato e cenettina all'aperto.


05/07/2016 Finita la strada siamo entrati nel pieno del Gobi. Una miriade di piste si intrecciano portando ognuna in un luogo sconosciuto. Il navigatore è egregio, senza sarebbe impossibile attraversarlo senza conoscerlo. Basta perdere di vista il garmin per pochi minuti e ti trovi fuori pista. Esperienza di guida incredibile nei vari territori che incontriamo nel giro di pochi km. Un giorno di traversata e 2 auto incontrate. Possiamo ritenerci fortunati, fino ad ora, per il tempo. Fa caldo secco e tutti i fiumi e zone umide incontrate erano totalmente secche. In caso di forte pioggia avremmo avuto seri problemi di attraversamento con il nostro mezzo o, almeno, avremmo avuto una media molto bassa di percorrenza. Spero vivamente che il tempo regga.
Sabbia, rocce, tule ondulé odioso. Non è possibile alzare la velocità per planare sulle ondulé, perché il terreno è così vario che rischiamo di prendere una buca o un solco fatto dall'acqua che ci farebbe saltare o peggio.
Per cui velocità moderata evitando dove possibile l'ondulé. Praticamente quasi impossibile.

07/07/2016 

Partito ammortizzatore anteriore. Città più vicina dove forse li trovo dista circa 300 km. Tutti di pista. Sembriamo Fred Astaire e Ginger Roger.





08/07/2016 Contributo di Annalisa: Verso le dune di sabbia che cantano.
Vengono chiamate così perché quando il vento le accarezza si sente un suono che ricorda un canto. Partiamo la mattina presto, impostiamo il GPS, ma questa volta non riusciamo a trovare la pista da percorrere; sappiamo però la direzione da prendere e così andiamo. Durante la notte è piovuto, non va molto bene, se il terreno è bagnato rischiamo di rimanere fermi bloccati dal fango. Comunque andiamo perché, anche se è piovuto, vediamo che la pista è piuttosto asciutta; soltanto qualche pozza qua e la.
Il viaggio prosegue abbastanza bene, non sappiamo se la pista che stiamo percorrendo è quella giusta. In lontananza vediamo una Yurta, pensiamo di chiedere indicazioni alle persone che vi abitano, inoltre, per fare conoscenza con il popolo nomade e vedere come è fatta la loro tipica casa.
Ci avviciniamo con qualche dondolamento della macchina perché intorno è tutta steppa e dossi.
Ci vengono incontro due uomini ed una donna un po' diffidenti e noi un po' titubanti. Oltre ai saluti e convenevoli fatti di sorrisi e poco altro porgo alla ragazza dei vestiti che avevo portato; un maglione ed un paio di jeans. A questo punto la ragazza spalanca un bel sorriso ed anche la porta della gher. Ci fanno entrare e sedersi per terra dove sono distesi dei tappeti. Ci sono poche cose dentro; un armadietto basso colorato con piccoli oggetti di ottone appoggiati sopra, una stufa ed una grossa borsa dove la donna posa i vestiti che le ho dato. Ci offrono quello che hanno; una ciotola con del formaggio e delle piccole fette di pane. Ho assaggiato il formaggio; veramente buono.
Poi dopo sorrisi, non sai più cosa dire. La ragazza mi trasmette un caldo senso di serenità, però è il momento di andare e così chiediamo che ci indichino la strada verso le dune. Usciamo dalla gher e molto a gesti e disegnando sulla sabbia la direzione ed i chilometri ci rimettiamo in cammino. Intorno a noi la steppa!
Per fortuna troviamo un villaggio dove poter fare anche rifornimento di gasolio. Ci fermiamo alla pompa ma non arriva nessuno, una persona li vicino ci fa capire che il benzinaio, o meglio la benzinaia, è andata a fare colazione. Va bene aspettiamo.
Dopo 10 mnuti arriva la signora, la benzinaia che ci fa il pieno e ci da indicazione, agitando le mano, circa la direzione da seguire per andare alle dune.
Dopo pochi km finalmente il GPS ci indica una traccia verso un ghercamp nei pressi delle dune. Un sospiro di sollievo.

10/07/2016 I problemi non finiscono mai. L'ammortizzatore non si trova a meno che non torni a Ulaanbaatar. Ormai guardo quando rientro in Russia. Una gomma è lacerata per le pietraie attraversate. Finisco la Mongolia poi metto la scorta. Si collassa il portapacchi per le piste sconnesse. Piove a dirotto. Ci fermiamo da uno che dice che fa il saldatore. Lavora per la strada sotto una baracca fatiscente. Ho il portapacchi appoggiato al tetto sopra sacchi di ceci e bloccato con cinghie crick. Gli faccio vedere il lavoro; concordo il prezzo. Stacco la batteria, metto dei panni bagnati sopra la macchina in corrispondenza della saldatura che deve fare. Da come si muove penso che forse salderei meglio io. Nel fare la saldatura sposta il panno bagnato che avevo messo , delle scintille battono sul vetro del finestrino e me lo manda in frantumi.
Non so cosa gli ho detto a questo cialtrone di ......, da prenderlo e batterlo in terra. Ma che fai? Con viaggi del genere dei danni li metti in conto. Comunque l'espressione a deficiente non gli mancava.Il nostro vetro non è facile trovarlo di magazzino. Per ora è tamponato con plastica e scotch .
Cerco un falegnameper fare un pannello di legno. Meno male che è dello sportello posteriore. Il problema non è solo il vetro rotto, ma soprattutto il fattore sicurezza per la notte. Comunque il viaggio continua.
(Luca ce la fai a trovarmi un cristallo posteriore lato guida?
Fatto e fatto bene con quello che ho trovato.


13/07/2016 - Abbiamo attraversato una valle affascinante tra la Mongolia centrale e quella settentrionale.
300 km di piste tra valli verdissime, cavalli, laghetti montani, fiumi e montagne. Abbiamo attraversato un sito di menir. Le stele del cervo. Sono 4000 anni che sono in questo sito e sono state scolpite delle immagini stilizzate di cervi. Un luogo carico di energia. Non era possibile non passare la notte in quel luogo. Oggi abbiamo fatto la seconda parte della traccia, altri 180 km di pista. Ci abbiamo messo praticamente tutto il giorno ma lo spettacolo ci ha ripagato.




Piste che si perdono all'orizzonte, decine e decine di cavalli in un lago.


Lavaggio e cena.


Notte magica del 36° anniversario passata sotto la volta di un cielo stellato in compagnia propizia delle stele del cervo e per finire ...... birra, vino rosso e vodka. Poi nanna.

14/07/2016 Mentre viaggiamo attraversando il deserto del Gobi, vediamo in lontananza le Yurte dei nomadi mongoli che punteggiano le vallate. Osservo più attentamente una casetta con accanto una Yurta, mi pare di intravedere due figure vicino la dimora, in piedi, che agitano qualcosa, forse dei panni, forse dei nastri, perché?
Saranno lontani 500 metri in mezzo alla steppa e non c'è altro.Ci stanno facendo dei segnali perché si vada da loro, ci stanno chiamando per invitarci alla loro casa. O forse è sempre il mio immaginario che vaga per le steppe e dei movimenti per altri. Forse non si può capire da così lontano se ci stanno invitando a casa, magari sbattono i panni per spolverarli. In ogni caso andiamo verso quella casetta.
Come ci avviciniamo, la donna, una bella donna non più giovanissima ci accoglie allargando le braccia. Si vede che è felice, è riuscita ad attrarci a casa, è contenta perché degli sconosciuti hanno accettato il suo invito ma io, in quel momento, mi sembra di conoscerla da sempre. Tutto ciò succede in questa terra, dipenderà dal vento dei nomadi che mandano segnali che per per noi talvolta sono poco noti o poco concreti.
La conoscenza con la famiglia è passata attraverso sguardi intensi , ed abbracci calorosi . Non potrò dimenticare queste due persone che ci hanno poi raggiunto in motocicletta con un bricco di latte quando ci siamo dovuti fermare per via del portapacchi completamente rotto. E successivamente quando ci siamo poi rifermati per mangiare qualcosa , ci ha avvicinato l uomo questa volta era a cavallo e vestito in maniera tradizionale mongola, ci ha fatto vedere come cattura i cavalli utilizzando un lungo bastone ed un lazo. Sembrava uscito , dalle pagine di un libro di storia. Siamo rimasti affascinati per la spiegazione che ci ha dato ed allo stesso tempo colpiti nel rivedersi per la terza volta .

Allora ricapitoliamo. Facciamo il punto dei problemini.

Dopo 3 giorni dalla partenza si dissalda marmitta. In tajikistan mi parte un attacco al portapacchi e mi si rompono i bulloni della scaletta. Per trovare 4 bulloni devo girare 3 bazar, nel primo avevano un bullone solo, nel secondo non avevano bulloni, nel terzo trovo solo 3 bulloni diversi dal primo, ma ok rimonto la scaletta. Poi tocca al rumorino in kazakistan. La Toyota di Astana sfava in pieno la diagnosi, un altro mecca sempre ad astana dice che era riduttore del cambio e che non ci sono parti meccaniche per la mia toy in kazak. comincio a pensare che salta il viaggio. Vogliamo entrare in russia per riparazione,con i km Il rumore preannuncia la rottura. .Passo il confine con la russia sopra carro attrezzi, poi era solo il cuscinetto posteriore. Nel frattempo mi accorgo che la Toyota aveva montato male il mozo di ruota libera, meno male altrimenti non avevo trazione integrale quando serviva. Poi tocca all ammortizzatore anteriore, nel frattempo alla gomma posteriore una pietra ha lacerato parte di copertone come da foto, ma non preclude l uso, almeno in mongolia. Poi è la volta del portapacchi sopra la macchina che in un forte ondeggiamento laterale , con 50 litri di taniche di piu copertone di scorta ed altro saltano tutti e 4 gli attacchi, naturalmente in pieno deserto.

Metto sacchi di panni sporchi tra portapacchi e tetto e blocco tutto con 2 cinghie crik passanti dentro la macchina.

Arriviamo al primo paese, cerco un saldatore. Piove a dirotto. Preparo portapacchi per la saldatura, stacco la batteria, copro con panni bagnati la zona di saldatura per non fare danni il fenomeno di saldatore sapete poi che cosa ha fatto.

Cosi oltre che a cercare per riparare il portapacchi devo anche trovare per Tamponare il vetro, naturalmente continua a piovere. Per trovare qualcosa per sostituire al vetro sono entrato in una baracca di ferramenta.

Avete presente nei film di sergio leone l emporio del far West? Ecco era uguale. Comunque mi sono girato attorno ed ho trovato quello che mi occorreva. Ora il portapacchi riparato da altro saldatore è precario ma l ho alleggerito molto, penso mi arrivi a casa. Ho ancora circa 1500 km da fare in mongolia per la quasi totalità ancora di piste, poi circa 8000 forse qualcosa in piu per rientrare ma sono sicuro che andra tutto bene. Vi aggiorno sulle prox rotture.

23/07/2016 Settimana impegnativa. Telefono ko. Strada disastrosa, rotto ancora il portapacchi. Cambiato il tempo e alterna tempo splendido ad acquate improvvise. Fiumi gonfi, l ultimo guado della mongolia ci ha fregato. Il modulo è stato in acqua 2, 30 ore prima di riuscire a tirarlo fuori, con nubi di tafani e zanzare che non davano tregua. Esperienza in mongolia molto stancante, alternati giorni splendidi e di relax ad altri faticosi e stressanti. Nell insieme viaggio splendido. Stasera o domani entriamo in russia. Praticamente a casa.

26/07/2016 Russia! Prossima tappa mosca tra 3000km. Unica nota negativa, dopo 4 giorni ancora le postule dei tafani che pizzicano da morire.

30/07/2016 Sarebbero le 21.30. Ci fermiamo dopo una giornata di trasferimento dalla siberia verso occidente iniziata alle 6.30 di stamani. In realta viaggiando verso ovest abbiamo recuperato 2 fusi orari Adesso qui sono le 19.30.
Siamo 1000 km da mosca. Lunedi in giornata ci siamo . A Celabynski abbiamo fatto una tappa tecnica per piccolo tagliando alla bambina. Tutto bene niente di importante nonostante i km di piste fatte. A casa dovro organizzarmi per il vetro del finestrino. Anche in russia questo ricambio non è disponibile. Un abbraccio a tutti. Ale Anna.


31/07/2016 Allora. La gomma lacerata ci ha lasciato. Ma il problema non sta nella gomma da cambiare. I problemi cominciano quando devi togliere la scorta da sotto la macchina e si incastra la catena. Allora, con un caldo maiale, ti ficchi sotto e sblocchi il meccanismo. Poi cominci a tirare su l ' auto e ti si rompe il martinetto. Ma non mi perdo d animo. Ho il pallone che si gonfia con lo scarico della marmitta. La marmitta ha un foro sul finale e non gonfia il pallone. Allora prendo lo scotch americano e fascio la marmitta. Comincia ad alzarsi, ma il pallone è orizzontale e persollevare bene deve essere messo verticale. Nel frattempo con tutte le volte che mi sono infilato sotto sulla stradella sterrata sotto il sole, sono nero come Una merda. Nel frattempo vedo in lontananza un trattore. Mi dirigo verso di lui e gli faccio capire a gesti il problema. Il ragazzo tira fuori il suo martinetto e torniamo alla macchina. Faccio una buca sotto poiché il suo è molto alto e alla fine cambiamo la ruota. Sudato, sporco, anche un po incazzato. ma poi penso che poteva andare peggio. Ripartiamo, ormai è quasi sera, ci siamo fermati in un area di sosta con doccia. Mi son detto è fatta, mi lavo tutto. No! L' acqua arriva solo la mattina. Bene. Ho preso 3 bottiglie di nostra acqua e mi sono fatto una doccia strepitosa con 4, 5 litri di acqua. Domattina ripartiamo, tutti i problemi hanno almeno 2 soluzioni. A volte anche 3.


5 agosto - Siamo appena usciti dal border russo e siamo in coda x entrare in lettonia. Domani sera Kalingrad. Tutto ok

10 agosto - Superato 13 esimo confine, siamo in EUROPA. Praticamente abbiamo varcato 26 barriere. Alcune snelle, ed alcune con tempi da universo. Con controlli capaci ed efficenti e altre con guardie coglionazze frustrate. Comunque ora siamo in caduta libera verso Firenze

15 agosto - Rientrati da un giorno. Tutto ok. Grazie a tutti della compagnia che ci avete offerto e dell' aiuto dato.







ARTICOLO BY  ALESSANDRO MASCANZONI